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Tutela e responsabilità sanitaria

Tipologie di Danno

Informazioni chiare, valutazione tecnica e assistenza specializzata.

Come si valuta un errore medico

Per chiedere un risarcimento occorre dimostrare una condotta non corretta, un danno concreto e il collegamento tra i due. Il nostro lavoro parte da questa distinzione.

01

Errori chirurgici e anestesiologici

L’esame della documentazione medica, soprattutto delle cartelle cliniche e dei verbali operatori, può far emergere errori nella preparazione dell’intervento, nella tecnica utilizzata, nella non corretta assistenza pre e post operatoria, nella corretta somministrazione di anestesia e nella assistenza al risveglio. Qualora dall’esame accurato emergano procedure non corrette e non rispondenti alle Linee Guida Internazionali e alle buone pratiche assistenziali, il danno che ne consegue potrà essere risarcito.

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02

Infezioni Ospedaliere

Le infezioni che insorgono dopo 48 ore dal ricovero possono dipendere dal mancato rispetto delle misure di profilassi all’interno della Struttura Sanitaria o degli strumenti operatori. L’esame accurato delle cartelle cliniche è fondamentale per comprendere l’origine della patologia infettiva. Qualora l’infezione sia di carattere ospedaliero, la Struttura Sanitaria potrà essere chiamata a risarcire i danni conseguenti all’infezione stessa.

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03

Diagnosi tardive o errate

Un passaggio fondamentale nella scelta delle terapie è legato alla corretta e tempestiva diagnosi dell’esatta patologia di cui soffre il paziente. Dalla documentazione medica e dall’esame accurato del fatto può rinvenirsi una diagnosi non corretta o tardiva che ha condizionato le cure applicate, determinando un eventuale danno. La tardiva o errata diagnosi costituisce motivo per un risarcimento dei danni conseguenti.

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04

Problematiche ginecologiche e danni conseguenti al parto

Il mancato rispetto, da parte dei Sanitari, delle corrette procedure di monitoraggio previste dalle Linee Guida e dalle buone pratiche assistenziali, durante la gravidanza o in corso di parto, che abbiano determinato un danno alla madre o al figlio, costituisce fonte di risarcimento.

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05

Ritardi e omissioni in Pronto Soccorso

L’attento e tempestivo inquadramento delle patologie, l’attribuzione del codice in sede di triage e l’immediata assistenza nei Pronto Soccorso sono determinanti per la cura e guarigione del malato. L’esame dei fatti e dei referti è essenziale per comprendere se i Sanitari hanno operato correttamente. In caso contrario, il loro inadempimento costituirà fonte di risarcimento dei danni conseguenti.

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06

Carenza di consenso

Il paziente ha il diritto di conoscere esattamente e dettagliatamente quale scelta terapeutica verrà adottata dai Sanitari nel suo caso specifico, di sapere se ci sono cure alternative, se la struttura è idonea alla cura della patologia, e formalizzare il suo accordo col Sanitario in un atto denominato “Consenso Informato”.

Violare questa procedura, a maggior ragione se da ciò deriva un danno al paziente, costituisce autonoma fonte di danno risarcibile.

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07

Ritardi di diagnosi oncologiche

Molto spesso la rapida evoluzione delle patologie tumorali impone nei Sanitari un obbligo alla corretta e tempestiva diagnosi. Un ritardo, anche di pochi mesi, può determinare un epilogo devastante sulla salute del paziente. In tali casi, il danno conseguente andrà risarcito.

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Prima valutazione del caso

Parliamone con chiarezza

Un primo confronto aiuta a capire quali elementi servono e se esistono i presupposti per procedere.

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